La reazione in Spagna
Prometeo N°147 - 8 agosto 1937
Articolo pubblicato online il 16 giugno 2019
Ultima modifica il 9 giugno 2019

di ArchivesAutonomies

Le notizie che pervengono sulla feroce repressione in Spagna diventano sempre più allarmanti. Siamo arrivati  alla forma specificamente fascista o staliniana.

Sembra accertato che sia stato assassinato anche Nin. "Guerra di classe" riporta la notizia che "per le vie di Madrid sarebbero stati trovati abbandonati i cadaveri di alcuni militanti della F.A.I., della C.N.T. che si sapevano arrestati da qualche tempo e con loro anche Nin". Accusa del resto lanciata anche da un ex-ministro anarchico la Montseny al comizio del 21 luglio al Teatro Olimpia e finora non smentita.

Il "Populaire" ha ripreso la notizia con un commento di Tasca che esso pure invocava ... la smentita.

Ciò non impedisce che il "Nuovo Avanti!" che esce pubblicando il patto d’azione tra socialisti e centristi pubblichi sotto il titolo: Contro i calunniatori (che sarebbero chi ha raccolto simili notizie) un comunicato poliziesco di Valenza che non smentisce nulla e informa solo che il processo contro il POUM segue il suo corso, gli arrestati riconosciuti innocenti sono stati liberati e contro gli altri si farà il processo con tutte le garanzie della difesa. Sarà pubblico, ma non saranno ammessi avvocati stranieri, nemmeno in qualità di osservatori.

Risulta anche che vari degli arrestati sono stati liberati in seguito ad intervento delle ... rispettive ambasciate. Naturalmente ciò non è il caso per gli italiani ed i tedeschi, e sono proprio questi i più numerosi ed i più in pericolo.

"Adunata dei Refrattari", uno dei pochi giornali anarchici che conservano una certa libertà di apprezzamento sugli avvenimenti spagnoli annuncia l’arresto avvenuto a Barcellona di Eusebio Carbo. Carbo è il principale dei vecchi dirigenti della C.N.T. — non uno degli avventurieri dell’ultima ora che hanno fornito il tipo nuovo dell’anarchico-ministro — ed il suo arresto prelude, anche in Spagna, e la sorte di Nin potrebbe esser la conferma, allo sterminio della "Vecchia Guardia".

Perché, scrive Armando Borghi, essere arrestato oggi a Barcellona si sa che cosa vuol dire. Vuol dire essere nelle mani del nemico, del boia forse. E Borghi continua:

"Ora Eusebio Carbo è arrestato.

C’è tutto da attendersi. Dico tutto il peggio.

Naturalmente non succederà che egli confessi i suoi delitti controrivoluzionari. La medicina per ottenere questi miracoli pare non l’abbiano ancora trovata in Ispagna.

Ma laddove hanno sciolto il POUM; laddove ne hanno sottomessi ad accusa per tradimento gli esponenti; laddove gli amici di Durruti sono da tutti abbandonati; laddove le squadre di repressione per il ristabilimento dell’ordine proprietaristico fanno miracoli di Versaglismo (o Valencismo); laddove hanno soppresso un Berberi come non si sopprime un cane; laddove la censura tiene imbavagliati i rivoluzionari; laddove sotto specie di mandare tutte le armi al fronte si disarma il fronte per armare la polizia e si disarma il popolo per permettere alla polizia di restaurare l’ordine borghese; laddove succede tutto ciò e questo succede col tacito consenso dei socialisti della II Internazionale, memori delle loro prodezze berlinesi contro gli Spartachiani, e collo stesso consenso dei laburisti della Internazionale operaia, staffieri, ufficiali del capitalismo dal 1914 in poi; e coll’ausilio dei catalanisti sinistri e dei borghesi di ogni risma; laddove tutto questo succede c’è tutto da temere per la vita di militanti come Eusebio Carbo".

Ma il miglior documento sulla situazione oggidì in Spagna ce lo offre, ancora una volta "Guerra di classe".

E’ una fotografia con questa sintomatica scritta: "Il 19 luglio un gruppo di anarchici, spagnoli e italiani, resero il loro omaggio ad Ascaso sul luogo ove egli cadde combattendo. Alcuni di questi compagni sono stati arrestati."

Se oggidì si arrestano diggià quelli che portano fiori al capo della risposta proletaria di luglio, vuol dire che quelli che stavano patteggiando coi generali "faziosi" mentre i proletari di Barcellona e di Madrid cadevano nella lotta armata, sono ormai ben piantati in sella...